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PROCESSIONARIAPROCESSIONARIAPROCESSIONARIA 3

Gli anni scorsi sono giunte all'ASL diverse esegnalazioni e successivi controlli hanno evidenziato problematiche legate alla presenza, all'interno di aree sensibili, di larve e nidi della "Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)" e della "Processionaria della quercia (Thaumetopoea p'Yocessionea)".

Alla luce di quanto sopra consideriamo opportuno dare infonnazioni, indicazioni e suggerimenti

Consideriamo opportuno pubblicare informazioni, indicazioni e suggerimenti sugli insetti indicati affinché si possano fornire valide notizie ai soggetti interessati.

 

PROCESSIONARIA DEL PINO

BIOLOGIA

La Processionaria del pino appartiene all'ordine dei Lepidotteri (farfalle); gli adulti voJano da giugno ad agosto ed hanno costumi crepuscolari e notturni. Le uova sono deposte dalle femmine in gruppi intorno agli aghi all'apice dei rami meglio esposti e schiudono tra la fine di luglio e la prima metà d'agosto in funzione dell'andamento termico. In Lombardia sono attaccati soprattutto il Pino silvestre e il Pino nero. La larva dell'insetto è rinvenuta anche su numerose altre specie, tra le quali: Pino mugo, Pino strobo, Pino insigne, Pino da pinoli, Pino d'Aleppo, Cedro dell'Hymalaia, Cedro dell' Atlante ed occasionalmente anche il Larice.

Le larve neonate iniziano a rodere il margine degli aghi di sotto all' ovatura rimanendo aggregate e formando intorno alle foglie una sottile ragnatela di fili sericei bianchi nella quale restano impigliati i numerosi escrementi. Le larve, che presentano a partire dal terzo stadio di sviluppo corti peli addominali di colore rosso fulvo molto urticanti, durante gli spostamenti sulla chioma costruiscono dei piccoli e rovvisori nidi sericei; sono gregarie durante tutto lo sviluppo, generalmente vivono entro nidi sericei dai quali escono per andare alla ricerca di cibo spostandosi in lunghe file (in tal modo esse hanno ricevuto il nome volgare di "processionaria") rodendo gli aghi. Se le defogliazioni sono molto vistose la pianta potrebbe indebolirsi diventando maggiormente suscettibile agli attacchi di fitopatie e di altri insetti. All'interno dei nidi si ritrovano le diverse esuvie larvali molto urticanti anche dopo la metamorfosi dell'insetto.

In ottobre, dopo la terza muta, le larve si costruiscono un voluminoso nido all'interno del quale trovano protezione per trascorrere l'inverno. Ogni pianta può ospitare nidi in numero e dimensioni molto variabili, generalmente costruiti all'apice dell' asse del fusto o all'apice dei rami nelle posizioni meglio esposte. In primavera dopo aver finito il quinto ed ultimo stadio di sviluppo le larve abbandonano definitivamente i nidi e scendono al suolo in processione per interrarsi nei.Iuoghi più soleggiati e caldi fino a circa 20 cm di profondità. A maturità la larva è lunga 30-40 mm, ha il capo nero rivestito da una leggera peluria gialla ed il corpo di colore grigio ardesia nella parte dorsale e giallo bruno ventralmente.

 

METODI DI CONTROLLO

La specie è controllata in natura da alcuni antagonisti tra i quali diversi predatori (uccelli, coleotteri, ditteri, imenotteri, ecc.), parassitoidi ed altri agenti biotici, batteri e virus. In boschi artificiali, parchi e giardini le larve possono provocare danni significativi ed arrecare

notevole disturbo alle persone, circostanze queste che determinano la necessità di ricorrere ad idonei interventi di controllo.

Quando possibile, si può procedere alla raccolta e distruzione dei nidi invernali, da compiersi tra ottobre e febbraio, o alla loro lacerazione che, esponendo le larve al freddo invernale, consente di evitare l'asportaziòne, soprattutto quando è interessato il cimale, se il nido è posto all'apice del fusto. Questa operazione deve essere effettuata con personale adeguatamente istruito e protetto dal possibile contatto con i peli urticanti (tutamonouso,guanti,maschera,filtro,stivali,ecc.). Nelle situazioni dove è possibile intervenire con trattamenti diretti contro le larve, si possono usare formulati a base di Bacil/us thuringiensis varoKurstaki da distribuire, dopo idoneo monitoraggio per la verifica dell'effettiva presenza di larve, nel periodo agosto/settembre. Si tratta di un prodotto microbiologico che agisce solo nei confronti delle larve di numerose specie di lepidotteri ed.è selettivo nei confronti degli insetti utili non risultando pericoloso per la biodiversità della zona dove è effettuato il trattamento; non ha alcuna attività su altri organismi animali e non è tossico per l'uomo. La soluzione contenente il principio attivo va distribuita preferibilmente nelle ore serali (in quanto l'insetticida è sensibile ai raggi ultravioletti ed alle alte temperature) attraverso l'utilizzo di atomizzatori/nebulizzatori, sulle larve neonate o comunque giovani, essendo il prodotto attivo solo per ingestione e quindi particolarmente efficace su soggetti in attiva nutrizione. L'attività insetticida si manifesta dopo 3-4 giorrini dal trattamento e, data la sua modesta persistenza, si consiglia di ripetere il trattamento dopo 10-15 giorni dal precedente. In alternativa e per interventi anche più tardivi (autunno/inverno) è possibile ricorrere a regolatori di crescita, come il Diflubenzuron, che agisce inibendo il processo di sintesi della chitina ed impedendo, di conseguenza, il normale processo di muta.

 

PROCESSIONARIA DELLA QUERCIA

 

BIOLOGIA

La Processionaria della quercia è una farfalla notturna ed è caratteristica dei boschi di querce (cerro, roverella, farnia). Le uova sono deposte dalle femmine sulla parte esposta al sole della corteccia delle querce, svet;!1at,10 e nella primavera seguente, in aprile, nascono le l.arve. Queste ultime, di colore grigio-azzurrastro.densamente pelose e gregarie durante tutto lo sviluppo, g~neralmente vivono entro nidi sericei dai quali escono per andare alla ricerca di cibo spostandosi in lunghe file (in tal modo esse hanno ricevuto il nome volgare di "processionaria") e cominciano a rodere le foglie più tenere rispettandone in un primo tempo le nervature centrali. Se le defogliazioni sono molto vistose la pianta potrebbe indebolirsi diventando maggiormente suscettibile agli attacchi di fitopatie e di altri insetti. Le larve costruiscono un nido, cilindrico o conico, preferibilmente nelle parti più alte e soleggiate, riunendo con fili di seta gruppi di foglie ove si rifugiano durante il giorno. All'imbrunire escono dai loro rifugi ed in fila si diffondono poi sui rami e verso l'alba ritornano al nido. Il nido può essere cambiato diverse volte ed all'interno si ritrovano le diverse esuvie larvali molto urticanti.

 

METODI DI CONTROLLO

La specie è controllata in natura da alcuni antagonisti tra i quali diversi predatori (uccelli, coleotteri, ditteri, imenotteri, ecc.) e parassitoidi ed altri agenti biotici, batteri e virus. In boschi artificiali, parchi e giardini le larve possono provocare danni significativi ed arrecare notevole disturbo alle persone, circostanze queste che determinano la necessità di ricorrere ad idonei interventi di controllo.

Quando possibile, si può procedere alla raccolta e distruzione delle ovature, da compiersi nel periodo invernale, con personale istruito e protetto dal possibile contatto con i peli urticanti. Nelle situazioni dove è possibile intervenire con trattamenti diretti contro le larve, si possono usare formulati a base di Bacil/us thuringiensis varoKurstaki da distribuire a fine aprile/inizio maggio. Si tratta di un prodotto microbiologico che agisce solo nei confronti delle larve di numerose specie di lepidotteri ed è selettivo nei confÌ"ontidegli insetti utili non risultando pericoloso per la biodiversità della zona dove è effettuato il trattamento; non ha alcuna attività su altri organismi animali e non è tossico per l'uomo. La soluzione contenente il principio attivo va distribuita preferibilmente nelle ore serali (in quanto l'insetticida è sensibile ai raggi ultravioletti ed alle alte temperature) attraverso l'utilizzo di atomizzatori/nebulizzatori, sulle larve neonate o comunque giovani, essendo il prodotto attivo solo per ingestione e quindi particolarmente efficace su soggetti in attiva nutrizione. L'attività insetticida si

manifesta dopo 3-4 giorni dal trattamento e, data la sua modesta persistenza, si consiglia di ripetere il trattamento dopo 10-15 giorni dal precedente. In alternativa e per interventi anche più tardivi è possibile ricorrere a regolatori di crescita, come il Diflubenzuron, che agisce inibendo il processo di sintesi della chitina ed impedendo, di conseguenza, il normale processo di muta.

 

PROBLEMATICHE SANITARIE DELLA PROCESSIONARIA

 

Problemi possono derivare dalle larve. I peli, molto fÌ"agilie sottili, si rompono facilmente e si diffondono nell'ambiente circostante costituendo rischio per la popolazione presente nelle zone limitrofe alle aree infestate. Il rischio sanitario per l'uomo è legato al contatto dei peli o residui di peli con gli occhi, con l'epidermide o con le mucose respiratorie in quanto hanno azione urticante causando irritazioni, orticaria e prurito ed occorre quindi evitare di strofinarsi. A scopo preventivo, nelle zone interessate ed in caso di esposizione, sarebbe opportuno fare abbondanti lavaggi con acqua tiepida e sapone mentre se si manifestassero effetti che necessitano di essere trattati con antistaminici o cortisonici occorre rivolgersi al proprio medico.

Il pericolo di dermatiti allergiche non si esaurisce al cessare delle infestazioni perché i resti delle esuvie larvali, abbandonate con la muta dell'insetto all'interno dei nidi, contengono peli che possono conservare proprietà urticanti anche per lunghi periodi sia nel bosco sia dispersi nell'aria.

 

* Si viene a contatto con i peli urticanti se:

- si sosta sotto o nelle vicinanze di alberi o di arbusti infestati (i peli si trovano nell'aria e possono essere trasportati anche per qualche centinaio di metri);

- si toccano i nidi o le larve;

- si effettuano lavori che causano la diffusione degli stessi nell'ambiente (ad es. rastrellando foglie, falciando l'erba, ecc.);

- si toccano o si lavorano rami che hanno ospitato larve

- si percorrono sentieri troppo stretti che portino a contatto con il fogliame

Attuare gli interventi di difesa di seguito descritti ovvero la lotta biologica con BadI/us thuringiensis varoKurstaki o con prodotti chimici contenenti il principio attivo suggerito.

 

* Secondo la zona del corpo interessata i sintomi sono:

- in caso di contatto con la pelle: apparizione di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea avviene sia sulle parti della pelle non coperte sia sul resto del corpo; il sudore e lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli

- in caso di inalazione: i peli urticanti irritano le vie respiratorie. Tale irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, respiratoria provocata da un brobcospasmo

 

Le larve possono essere pericolose anche per alcuni animali domestici perciò particolare attenzione deve essere posta nel condurre gli animali nelle aree sedi di infestazione.

Considerato che i peli urticanti permangono nei nidi anche dopo la metamorfosi dell'insetto, sarebbe opportuno che le precauzioni suggerite fossero fatte adottare anche nei mesi autunnali/invernali.

 

Sarebbe opportuno che anche gli amministratori degli stabili ed i proprietari di aree verdi private eseguissero controlli nelle zone di competenza.

Decreto Ministeriale 30 ottobre 2001 "Disposizioni sulla lotta obbli atoria contro la Processionaria del ino Traumatocam a Thaumeto oea it ocam a" (G.U. n. 40 del 16.2.2008)

 

(FONTE: ASL dipartimento prevenzione medica nota prot.n.6639 del 22 gennaio 2013)

Data ultima modifica: 04/02/2013

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